Che cosa fa un consulente? Più nello specifico, di cosa si occupa un consulente museale?

L’idea di questo è post è nata grazie ai tanti feedback di apprezzamento ricevuti dopo la pubblicazione del precedente articolo che trattava uno dei tanti ambiti di “consulenza” nei quali siamo impegnati quotidianamente (la redazione dei testi).

Se avete voglia di proseguire nella lettura, oggi, in studio, abbiamo ragionato su questo: il ruolo del consulente.

 

In tre passaggi, che cosa deve fare un “bravo” consulente?

1 – Dare consigli validi, aggiornati, concreti, verificati e disinteressati. Un consulente è in formazione continua, si aggiorna, legge e studia altri casi di studio, verifica gli esiti finali delle scelte compiute fino alla fase di valutazione; sono i visitatori dei musei il nostro unico punto di riferimento. Il consulente raccoglie e analizza le esigenze del committente, redige progetti, disciplinari, ordini e richieste – aiuta e supporta nella scelta di fornitori sulla base di una pianificazione comune e condivisa.

2 – Assumersi le responsabilità delle proprie consulenze; il consulente vive ed affronta le problematiche del committente come se fossero le proprie. Siamo coloro che sono seduti a fianco di curatori, direttori e amministratori del patrimonio culturale, e lì, al loro fianco, dobbiamo restare fino al momento della “prova del 9”, cioè fino a quando, a titolo di esempio, il nostro progetto di allestimento e comunicazione viene fruito dai visitatori, la soluzione digitale che abbiamo consigliato per la gestione degli accessi viene testata, il progetto di comunicazione verificato, e così via.

3- Diventare sempre più affidabile. Questa caratteristica esula dall’ambito professionale e riguarda principalmente quello umano. Per riuscire a coordinare più gruppi di lavoro (non facciamo mai un solo progetto alla volta…), seguire i tempi di un progetto complesso, forzare la mano su una soluzione progettuale, rappresentare l’Ente per cui si lavora… Si deve essere sempre concentrati e sul pezzo, vero, ma ci si deve anche auto-valutare come risorsa: riesco a seguire bene il progetto in termini di tempo, competenza e volontà? Ci sono tutte le condizioni per poter fare un buon lavoro, possono essere create?

La semplificazione richiesta da un articolo per il blog ci ha sicuramente fatto omettere contenuti importanti che proveremo ad approfondirli nel prossimo articolo, dedicato all’attività di formazione svolta dallo studio: Le nostre docenze, esperienze passate e sviluppi futuri.

 

Per richiedere speech e interventi sui nostri progetti e sulla nostra attività, potete scriverci: info@matteosicios.com

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