Il nostro lavoro presenta delle complessità, come tutti gli altri del resto. Prima fra tutte, i nostri prodotti e/o servizi sono destinati (e valutati) non ad un solo cliente, ma a cinque… 

Il primo cliente è chi materialmente commissiona il lavoro. Nel nostro sito abbiamo provato a riassumere le “categorie” di coloro che nel tempo e tutt’ora, ci propongono delle commesse:

Sono aziende, enti pubblici, privati, fondazioni, associazioni, soggetti cioè che hanno interesse a valorizzare il patrimonio culturale perché lo possiedono, lo gestiscono. Il loro ruolo è spesso prevalentemente amministrativo, procedurale, meno contenutistico e tecnico.

Il secondo si identifica in coloro che sono “portatori di un interesse” specifico. E’ il caso degli esperti che vedono essere valorizzata la loro ricerca, dei collezionisti che vedono esposte e comunicate le loro opere, dei custodi (appassionati, volontari, studiosi) dei tanti luoghi della cultura del nostro paese. … e ancora le singole persone che vengono intervistate in un documentario,  la comunità che vive quotidianamente il proprio museo civico e il monumento rappresentativo del territorio.

Il terzo è il più importante: il pubblico. Tutto ciò che realizziamo deve certamente accontentare il committente, i portatori di interesse, ma soprattutto il pubblico di turisti, visitatori, fruitori  dei nostri video, exhibit, progetti digitali. E’ qui che entra in gioco tutto il “mestiere”, argomenti di cui parleremo in altri articoli più specialistici, in cui cercheremo di rispondere a domande tipo “Come coinvolgere il pubblico in un museo attraverso lo strumento video” ? 

Lavorare per tre clienti richiede capacità di mediazione, parola chiave, che si raggiunge con un pochino di esperienza (e  che non arriva senza una dose esagerata di entusiasmo iniziale), oltre a competenze personali che, se non ci sono, vanno esercitate ed allenate: comprensione, empatia, pazienza, concentrazione.

 Possiamo fermarci qui, ma in realtà ce sono altri due… 

Il quarto cliente sono i colleghi, gli altri professionisti, fornitori, Enti di valutazione e gli Enti preposti ad altre funzioni. Ci sono sempre stati, ci sono e ci saranno sempre – ed è giusto che sia così – sono colleghi che guardano il nostro lavoro e che ci daranno consigli e parerei sempre utili.

 Ci sono poi altre professionalità con punti di contatto con il nostro lavoro, come un architetto che legge una pianificazione museale, ad esempio. Il committente numero cinque è quello dal quale non possiamo proprio prescindere e credo sia giusto identificarlo in noi stessi.

 Ci fermiamo qui, ma aspettiamo volentieri vostri commenti per mail, info@matteosicios.com

 MS

   

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