L’uso del suono nelle installazioni.

 La digitalizzazione che ha investito i musei negli ultimi anni ci ha abituato a nuove narrazioni multimediali, fatte di immagini e suoni che ci accompagnano nei percorsi di visita. Ma quanta importanza ha la scelta corretta degli elementi sonori?

L’approccio che mettiamo in atto in fase di progettazione pone le sue basi nella Human-Computer Interaction, ovvero quella disciplina che ha come obiettivo l’usabilità di un dispositivo digitale o un’interfaccia. Tuttavia l’unico modo per cominciare il lavoro con il piede giusto è rispondere ad una serie di domande, per esempio: chi è l’utente che interagisce con lo strumento? Lo conosce già? Quali sono i gradi di libertà dell’installazione? Che compito avrà il sonoro? 

 A quest’ultima domanda abbiamo dato risposte spesso varie, grazie alla moltitudine di scopi che possono svolgere i suoni nel contesto della visita museale. Due esempi sono:

  • la sua funzione di affordance, ovvero spingere l’utente all’azione, indicare dove andare, grazie al suo potere attrattivo, o come interagire con l’esposizione.
  • la sua funzione di feedback, ovvero avvisare l’utente dopo un’azione, fargli capire qual è lo stato del sistema, se l’azione svolta era corretta o altri segnali di risposta alla presenza e all’interazione umana.

 Definito l’obiettivo del sonoro all’interno della narrazione, si usano le tecniche di mapping. Per rendere la comprensione dell’installazione più intuitiva, durante la progettazione teniamo a mente i principi della psicologia secondo cui il nostro sistema uditivo riconosce più facilmente i suoni familiari, processati con tempi di risposta più brevi, a differenza di quelli sconosciuti, che richiedono un’interpretazione e un’elaborazione maggiore. 

 Per concludere, è necessario definire la modalità di narrazione in cui si inseriscono i suoni. Può essere una narrazione di tipo lineare, se ha un inizio e una fine, oppure non lineare nel caso in cui si utilizzino dei loop, ovvero particelle potenzialmente infinite di suono. Questo aspetto risulta particolarmente interessante nel caso di installazioni interattive, in cui non conosciamo il momento in cui l’utente sarà catturato dal suono.

 La progettazione di un aspetto uditivo all’interno del percorso museale può ampliare l’esperienza percettiva della visita, mostrando lati inediti e raccontando nuove storie.

 Articolo di Isabel Leggiero

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