Perché i progetti di allestimento multimediale sono sempre più frequenti? I visitatori hanno ormai una precisa aspettativa sul percorso espositivo e gli strumenti di interpretazione di cui disporranno in Museo. Coinvolgimento, interattività, fruizione multi-sensoriale di storie in grado di essere comprese, affascinare e suscitare curiosità. All’interno di ogni gruppo, di ogni famiglia, etc – ci sono persone diverse, e ad ognuna di loro viene dedicata dai professionisti del Museo una parte di questo percorso di visita. Il digitale offre una soluzione in più per raggiungere questa importante finalità. 

Ma chi si occupa dei progetti di allestimento multimediale? A parere di chi scrive il processo deve essere sempre più governato dai responsabili dei Musei, Direttori e Curatori, aiutati da figure professionali in grado di coniugare la conoscenza del “Mondo-Museo” con quella delle tecnologie e delle soluzioni digitali. Attraverso la consapevolezza di quali siano i punti di forza e i punti di debolezza di ciascuna di queste soluzioni, i responsabili delle Istituzioni saranno in grado di elaborare dei progetti sempre più precisi e adeguati alla loro realtà e sempre con maggiore facilità – se supportati adeguatamente nel processo di redazione e nella fase realizzativa del progetto, ma soprattutto una volta concluso l’allestimento (una fase, questa, che viene spesso trascurata).

Per ottimizzare al meglio le risorse disponibili, sia quelle economiche sia quelle umane e di tempo, si propone di seguire un metodo di lavoro, si tratta di un “modello di progettazione adattabile” e modificabile in base alla situazione. Il suo obiettivo è quello di tenere nella giusta considerazione tutte le fasi progettuali, a partire dall’idea per arrivare alle implementazioni una volta concluso il progetto. Prevede inoltre le giuste competenze in ogni fase di lavoro.

Ho provveduto ad implementare questo “modello”, partendo dalle ricerche svolte negli anni 2019 e 2020 (Ricerche e pubblicazioni) e lo ho presentato nell’ambito della mia tesi di dottorato in DIGITAL HUMANITIES, Arte, Spettacolo e Tecnologie multimediali, discussa in data 20/7/2022. Il lavoro di ricerca è stato possibile anche grazie ai progetti a cui ho potuto partecipare (Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura e “GritAccess” – Camera di Commercio di Genova), alla documentazione messami a disposizione da importanti Enti culturali, come Fondazione  Compagnia di San Paolo, all’intervista e alla redazione svolta con il Professore Massimo Negri (European Museum Accademy). Devo ringraziare anche Fondazione Nuto Revelli – Borgata Paraloup, Museo Civico di Triora, Museo Civico Etnografico “Giovanni Podenzana” della Spezia, Museo Etnografico del Ponente Ligure di Cervo.

Ho voluto dedicare un focus particolare alle potenzialità del video etnografico per i Musei appartenenti al settore demoetnoantropologico. Ho quindi avuto l’occasione di sperimentare nuovi linguaggi, diversi dai numerosi video a scopo promozionale, ma in grado di cominciare la costruzione di archivi vivi di memoria.

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